Consulting S.r.l.
Test gratuito di Pre-Delibera

Assisti un genitore anziano invalido e non ricevi ancora i 551,53€ al mese di accompagnamento che ti spettano?

Prima di presentare domanda all’INPS - o dopo una domanda respinta - fai il Test Gratuito di Pre-Delibera e scopri se ci sono possibilità concrete per ottenere l’accompagnamento, senza perdere mesi dietro a una domanda nata male.

FAI IL TEST DI PRE-DELIBERA GRATUITO

Tempo richiesto 60 secondi. È gratuito e non serve avere subito le carte davanti.

Una figlia adulta accanto al padre anziano, in casa, durante un gesto quotidiano di assistenza

Perché l’INPS non vede le notti insonni mentre assisti tuo padre o tua madre.

Non vede quando devi prendertene cura come se fosse tornato bambino.

Vede solo la documentazione, le carte.

E se quelle carte non sono in grado di raccontare la non autosufficienza - cioè quando tuo padre o tua madre non riesce più a lavarsi, vestirsi, camminare o restare da solo in sicurezza - puoi ricevere un “NO” anche quando il bisogno è sotto gli occhi di tutti.

Il momento peggiore per scoprire l’errore è dopo mesi di attesa a vuoto

Magari hai già fatto il giro classico: medico di base, patronato, moduli firmati, qualche foglio recuperato al volo. E quelle telefonate in cui nessuno ti dice mai davvero se le carte sono giuste.

Poi aspetti.

Nel frattempo, però, la vita continua a chiederti il conto.

Tuo padre magari peggiora.

Tua madre forse non può più stare sola neanche per poco.

Tu continui a correre tra casa tua e casa sua, con quella sensazione fastidiosa di non arrivare mai in tempo.

E alla fine arriva la risposta.

Pratica Respinta.

Una frase sola, e ti sembra di aver perso mesi.

Fa venire il nervoso, perché tu quella situazione la vivi tutti i giorni.

Sai cosa vuol dire aiutarlo ad alzarsi quando il corpo non risponde più.

Sai il casino che può nascere da una medicina saltata.

Sai che non puoi sparire per una giornata intera senza chiederti: “E se succede qualcosa?”

Un anziano aiutato ad alzarsi dalla poltrona nel soggiorno di casa

Per l’INPS, però, tutto questo conta solo se finisce nelle carte nel modo giusto.

Brutto da dire, ma spesso il bisogno reale non basta.

Deve risultare dalle carte. E questa cosa, lo so, sembra assurda. Ma il sistema è fatto così

Se vuoi toglierti ogni dubbio, fai subito il nostro Test di Pre-delibera.

Pochi clic e ti aiutiamo a capire se la tua pratica ha la possibilità di essere accettata, o meno.

Inizia qui, è gratis:

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Perché possiamo lavorare senza chiederti soldi anticipati?

La risposta è molto semplice, in realtà.

È ovvio che non lavoriamo gratis ma il fatto è che non prendiamo tutti, come clienti.

Se dopo il test non vediamo una strada percorribile, per il tuo caso, te lo diciamo.

Non ti portiamo dentro una pratica solo per “vedere come va”.

Se invece decidiamo di seguire il caso, il nostro compenso arriva solo quando otteniamo il risultato e ti vengono riconosciuti gli arretrati.

L’assegno mensile resta tuo.

E se il caso non viene accolto, non ci devi nulla per il lavoro svolto.

Per questo siamo selettivi.

Dato che rischiamo anche noi, non possiamo permetterci di lavorare su domande che non stanno in piedi.

Il nostro storico sulle pratiche selezionate: 92,7%

92,7%

Sulle pratiche che superano il filtro e che decidiamo di seguire, nel 92,7% dei casi abbiamo ottenuto il risultato.

Questo non vuol dire che chiunque faccia il test otterrà l’accompagnamento.

Magari fosse così.

Vuol dire che prima facciamo una selezione precisa.

Se il caso non regge, non ti vendiamo una speranza confezionata bene.

Te lo diciamo.

Se invece vediamo una strada, lavoriamo per mettere in piedi una pratica più chiara e più difficile da liquidare in fretta.

Vuoi scoprire subito se la vostra pratica di accompagnamento ha le carte in regola per essere accolta?

Fai subito il nostro Test di Pre-delibera, è gratuito:

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Tempo richiesto 60 secondi. È gratuito e non serve avere subito le carte davanti.

Sapevi che puoi avere ragione e perdere lo stesso?

Questa è la parte che spesso si scopre troppo tardi e solo scottandosi in prima persona. Perché il paradosso è che tuo padre può stare male sul serio, eppure la domanda può partire debole ed essere respinta.

L’accompagnamento infatti non si delibera solo guardando il nome della malattia.

Conta quanto quella malattia impedisce a tuo padre o tua madre di cavarsela nelle cose normali.

Parlo di cose terra terra: lavarsi, alzarsi, camminare senza cadere, prendere le medicine senza confondersi, restare al sicuro quando tu non sei lì.

Il guaio è che molti certificati parlano della malattia, ma non fanno capire quanto la persona dipende dagli altri.

Ed è lì che succede la cosa assurda.

Tu vedi una persona che da sola non ce la fa più.

La pratica invece sembra sussurrare: “sì, è anziana, ha dei problemi… però se la cava”.

E quel “però” può costare mesi, soldi e nervi.

La trappola della dignità

Questa è tanto crudele quanto reale e noi la vediamo accadere molto più spesso di quanto si creda.

Arriva il giorno della visita e tuo padre, magari, vuole fare bella figura.

Si sistema meglio che può, si siede dritto, risponde educato.

Magari dice pure:

“Sto abbastanza bene.”

Oppure:

“Mi arrangio.”

E tu lo guardi pensando: “Ma perché lo stai dicendo?”

Però, in fondo, la risposta è semplice.

Non vuole sembrare un peso. Non vuole essere guardato come “quello invalido”.

E davanti a estranei gli viene naturale minimizzare.

Un familiare seduto accanto al genitore anziano in salotto, luce naturale

Il problema è che la commissione non vive con voi.

Non vede il dopo.

Non vede quanta fatica serve per lavarsi.

Non vede la paura che cada appena ti giri un attimo.

Non vede la confusione davanti alle medicine.

Prende quello che ha davanti. Legge quello che è scritto. E decide.

Per questo la pratica non può raccontare una versione troppo gentile della realtà.

Deve far vedere la realtà di casa. Quella vera.

Vuoi scoprire subito se la vostra pratica di accompagnamento ha le carte in regola per essere accolta?

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Il medico cura, il patronato invia. Ma la domanda regge davvero?

Il medico di base fa il medico.

Il patronato può aiutarti a mandare avanti la domanda.

Ma una cosa è inviare dei documenti.

Un’altra è capire se quei documenti fanno vedere, nero su bianco, che tuo padre o tua madre non riesce più a fare da solo le cose di tutti i giorni.

Mani che organizzano documenti medici su un tavolo di casa

Ora, rispondi sinceramente: la documentazione che hai oggi, le carte, fanno capire cosa succede in casa?

Fanno vedere che tuo padre non riesce più a gestirsi da solo, o bisogna indovinarlo?

Fanno capire che tua madre ha bisogno di qualcuno vicino, oppure sembrano solo documentazioni mediche messe insieme senza uno scopo preciso?

Oppure sono diagnosi, visite vecchie e frasi generiche che non aiutano davvero?

Perché una pratica può essere piena di carta e rimanere fragile.

Anzi, succede spesso.

Tanta carta, poca sostanza utile per l’INPS.

E poi ti chiedi come sia possibile che abbiano detto no…

Per questo c’è il Test gratuito di Pre-Delibera

Il Test gratuito serve a capire se ci sono possibilità concrete per ottenere l’accompagnamento prima di buttare altri mesi.

Si parte da quello che sai già.

Come sta tuo padre nella vita di tutti i giorni.

Cosa riesce ancora a fare da solo e dove invece serve una mano.

Quanto spesso devi intervenire tu o qualcun altro.

Se l’INPS ha già respinto una domanda.

Se avete documenti recenti o solo vecchie carte rimaste lì.

Non devi avere tutto davanti adesso.

Non devi fare ordine nel faldone prima di iniziare.

Rispondi e si capisce se vale la pena guardare meglio.

Se non vediamo una strada per accompagnarti al risultato, meglio saperlo subito.

Fa meno piacere, certo. Ma è sempre meglio di perdere altri mesi dietro a una domanda che parte zoppa.

Se invece vediamo una strada, il passo successivo è far controllare le carte da chi sa leggere queste pratiche. Ad un team medico-legale specializzato

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Noi la chiamiamo Matematica Medico-Legale

Nome strano, ma con un significato molto semplice: controlliamo scientificamente se le tue carte dicono quello che serve per l’INPS.

Una domanda di accompagnamento non dovrebbe andare avanti “a sentimento”.

Non dovrebbe dipendere dalla speranza che qualcuno capisca da solo quanto è pesante la situazione in casa.

Perché, purtroppo, spesso - troppo spesso - non succede.

Noi controlliamo se la vita reale entra davvero nelle carte.

Guardiamo cosa c’è.

Guardiamo cosa manca.

E guardiamo se le carte si contraddicono da sole.

A volte il problema non è che manca la malattia.

Il problema è che la pratica non la racconta nel modo giusto.

La commissione non deve immaginare che tuo padre non riesce ad alzarsi.

Deve trovarlo scritto in modo chiaro, scritto nell’unico linguaggio che conosce: quello medico-legale.

Il controllo che avresti voluto fare prima

Noi di Consulting, quando guardiamo un caso, partiamo dalla vita di tutti i giorni.

Tuo padre riesce ancora a lavarsi da solo?

Tua madre si veste senza aiuto o serve sempre qualcuno vicino?

Le medicine le prende in sicurezza?

Se resta sola, tu riesci davvero a stare tranquillo?

Poi confrontiamo questa realtà con i documenti.

E lì, spesso, vengono fuori i problemi.

Magari in casa è un disastro, ma i documenti sembrano tranquilli.

Magari manca un documento aggiornato.

Magari c’è una frase scritta in buona fede che fa sembrare tuo padre più autonomo di quanto sia.

Magari il problema vero c’è, ma resta sepolto in mezzo a vecchie visite che ormai dicono poco.

E quindi?

Quindi prima di mandare avanti tutto conviene capire se la domanda sta in piedi.

Non per inventare nulla.

Per evitare che una situazione reale venga raccontata male.

Hai già ricevuto un NO dall’INPS?

Non metterlo subito in un cassetto. Non prenderlo come una risposta definitiva.

Una domanda respinta fa male, certo.

Ti viene da pensare: “ok, è finita”.

A volte però l’INPS non ha bocciato il diritto.

Ha bocciato quella versione della domanda.

Che è diverso.

A volte i requisiti non ci sono davvero.

E lì bisogna essere onesti, anche se è doloroso.

Altre volte la situazione c’è, ma le carte non l’hanno mostrata abbastanza bene.

Il Test Gratuito serve anche a capire in quale caso ti trovi.

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Non fare il test se vuoi solo sentirti dire “sì”

Sul serio.

Il test non serve a dirti quello che vuoi sentirti dire.

Serve a capire se c’è davvero qualcosa su cui lavorare.

Se non ci sono le condizioni per chiedere l’accompagnamento, è meglio saperlo subito.

Se invece tuo padre o tua madre non riesce più a fare da solo le cose di tutti i giorni, e la pratica rischia di raccontarlo male, intervenire prima può fare una grossa differenza.

Soprattutto se sei ancora in tempo per non mandare una domanda debole e potenzialmente perdente

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Tempo richiesto 60 secondi. È gratuito e non serve avere subito le carte davanti.

Rispondi in base a quello che sai oggi. I documenti li guardiamo dopo, se ha senso andare avanti.

Cosa succede dopo il test?

Dipende da quello che viene fuori.

A volte non vediamo una strada. E allora è meglio fermarsi.

A volte mancano informazioni e bisogna guardare meglio i documenti.

Altre volte il caso sembra lavorabile.

In quel caso possiamo proporti un controllo più approfondito e, se ci sono le condizioni, decidere di seguire la pratica.

Da lì si lavora sulle carte.

Non per gonfiare.

Non per fare scena.

Non per trasformare tuo padre o tua madre in una caricatura.

La realtà basta. Però va mostrata bene.

Domande frequenti

Prima di aspettare altri mesi, fai questo controllo

Ogni mese senza accompagnamento pesa.

Pesa nei soldi che escono.

Pesa nelle giornate che saltano per una visita, una chiamata, un imprevisto.

Pesa in quella stanchezza che non recuperi nemmeno quando ti fermi.

E pesa ancora di più se poi scopri che la domanda era debole dall’inizio.

Se assisti un genitore anziano invalido o non autosufficiente, non muoverti alla cieca.

Fai il Test Gratuito di Pre-Delibera.

Non devi sapere come funziona l’INPS. Devi solo capire se hai una strada per ottenere l’accompagnamento senza perdere altri mesi.

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Rispondi in base a quello che sai oggi. I documenti li guardiamo dopo, se ha senso andare avanti.

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